mercoledì, marzo 29, 2006

Flessibilità del lavoro, lo scontro sociale in occidente è il futuro?

Francia in rivolta, tre milioni in corteo. Villepin isolato sceglie lo scontro

di Francesco Giorgini

E’ pienamente riuscita ogni oltre aspettativa la giornata di mobilitazione nazionale contro il Contratto di prima assunzione (Cpe). Milioni di persone hanno sfilato pacificamente in decine di città francesi per mandare un segnale chiaro al governo: ritirare la legge o la rivolta continuerà. Ai margini dei cortei ci sono stati alcuni disordini, i più gravi a Parigi dove la polizia ha fermato almeno 150 persone.
Ma le violenze non hanno oscurato l’ampiezza della mobilitazione sindacale e studentesca, ritenuta cruciale per il futuro del movimento di contestazione del “contrat de première embauche”, che due francesi su tre rifiutano. Il principale sindacato, la Cgt, ha parlato di una partecipazione raddoppiata rispetto ai cortei del 18 marzo scorso. «E’ un maremoto» esulta il leader degli studenti Bruno Julliard. «E’ impensabile che il primo ministro resti fermo sulla sua posizione», gli fa eco il capo della Cgt, Bernard Thibault. Le manifestazioni sono state sostenute dagli scioperi che hanno paralizzato in particolare le scuole, le stazioni ferroviarie, causato l’annullamento di decine di voli e disturbato i trasporti pubblici in oltre 70 città. Si va delineando intanto lo scontro politico fra il premier de Villepin e il ministro degli interni Sarkozy. Quest’ultimo ha chiesto di sospendere «l’applicazione» del Cpe, ma Villepin ha ribadito che non intende «in alcun modo» ritirare il provvedimento.

29 marzo 2006

Da: www.liberazione.it

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