Bossi diventa extra- comunitario
di Piero Sansonetti
Proprio così: Bossi e i suoi, in qualche modo, sono stati messi fuori dall’Europa e - politicamente - diventano extracomunitari. Ce la dovete consentire questa battutaccia, perché fotografa abbastanza da vicino la realtà. I partiti della destra ultraconservatrice ed euroscettica al Parlamento europeo, che pure sono partiti decisamente reazionari, hanno deciso che la xenofobia e le pulsioni razziste della Lega sono eccessive e non sono compatibili con la dignità politica internazionale. E così, sebbene la decisione gli costi un forte indebolimento del gruppo - anche perché sono stati scacciati, insieme ai leghisti, anche gli ultradestri polacchi, che hanno posizioni simili a quelle della Lega - hanno stabilito di distinguere le proprie responsabilità e la propria immagine da quella dei nostri “ultrapadani”.
Naturalmente questa decisione europea pesa sul profilo della destra italiana. La Lega è un pezzo fondamentale di questa destra. Si potrà anche sostenere che l’alleanza con Alessandra Mussolini, e con i gruppuscoli nazisti vari, sia un fatto tattico e contingente, che non riguarda la linea politica del centrodestra e non ne modifica gli equilibri, e non ne sfregia l’aspetto “liberal-berlusconiano”: ma nel caso della Lega, chiaramente, non è così. La coalizione di centrodestra, che nel 2001 ha vinto le elezioni, è nata sul patto strategico tra Forza Italia e la Lega nord. E infatti, sulla base di questo patto, è stato preso il provvedimento più importante di tutta la legislatura: la riforma costituzionale federalista che cambierà - qualora dovesse superare il referendum di giugno (speriamo di no) - la struttura dello Stato repubblicano. In questo quadro, il fatto che la destra estrema europea giudichi come impresentabile il partito di Bossi e decida di metterlo fuori dalle proprie file, getta un ombra molto pesante sulla “Casa della libertà”. Berlusconi dovrà decidere se rispondere a questo gesto contrattaccando, e quindi sposando di nuovo Bossi - e spostando a destra l’asse della coalizione - oppure con una presa di distanze, che confermi la decisione di mettere Calderoli fuori dal governo dopo la goliardata della canottiera anti-islamica.
Per Berlusconi però sarà difficile un gesto di rottura, per il semplice motivo che, a quanto pare, Bossi è rimasto il suo unico alleato fedele. Nelle ultime 48 ore il leader di An e quello dell’Udc, e cioè Fini e Casini, hanno dato discreta prova di una forte disposizione a “tradire”. Non è stato per la verità un bello spettacolo. Per noi è difficile scrivere parole di simpatia verso Berlusconi, dopo cinque anni di governo incapace e prepotente: però nessuno può provare comprensione verso il gesto di due leader politici, molto mansueti e filopadronali per un intero quinquennio, e che decidono all’improvviso, quando i sondaggi avvertono che il loro capo sta perdendo le elezioni, di gettarsi su di lui per dargli il colpo di grazia, spolparlo e vedere se si può lucrare qualcosa, cioè qualche voto per la propria bottega. E’ un po’ da sciacalli. E’ un atteggiamento che non solo dimostra un senso non altissimo della moralità politica, ma anche doti modeste di statisti. (Ben diverso l’atteggiamento di Follini, che si sfilò vari mesi orsono dal berlusconismo, e accettò anche di pagare un prezzo abbastanza alto alla coerenza con le proprie opinioni politiche).
17 marzo 2006
Da: www.liberazione.it
Rendiamoci consto che se il parlamento europeo ha preso una decisione simileper l'Europa è giunto il momento di dire basta al razzismo e alle idee medioevali di certi individui; che come mi piace ricordare oggi sono al ogverno dell'Italia.
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